Reflessometria sopraliminare per la ricerca del riflesso paradosso

(non eseguibile in un orecchio con perforazione timpanica) 
Caratteristica tipica del normale riflesso stapediale è la sua crescita progressiva proporzionale all'intensità di stimolo. Tradizionalmente l'esame si limita a cercare la soglia di comparsa del riflesso (ovvero la minima intensità evocabile) senza verificare la risposta ad intensità maggiori. In molti pazienti (ed in nessuno dei soggetti "normali" esaminati per verifica), indipendentemente dal livello uditivo o dai sintomi presenti (è molto frequente anche in pazienti che lamentano solo vertigini o disturbi dell'equilibrio), il riflesso ipsilaterale (in particolare alla frequenza di 1000 Hz) tende invece ad attenuarsi progressivamente, dopo la sua comparsa, se si continua ad aumentare l'intensità dello stimolo oltre un certo valore. Al momento dell'interruzione dello stimolo, dopo un secondo, compare invece una controrisposta, una sorta di riflesso "da cessazione dello stimolo", assente alle basse intensità. In pazienti affetti da patologie dell'orecchio interno, si riscontra una affidabile corrispondenza tra questo fenomeno (definito inversione paradossa del riflesso stapediale) e la presenza di una disfunzione reversibile dei liquidi dell'orecchio interno. L'affidabilità è tale che esiste una notevole corrispondenza tra la risoluzione della disfunzione e dei sintomi e la normalizzazione di questo test, forse. L'indagine richiede un apposito re-test di ciascun orecchio, dopo l'effettuazione della impedenzometria tradizionale ed un impedenzometro manuale (non automatico). E' probabile che questa particolare risposta sia espressione di una ipertensione perilinfatica (la perilinfa è il liquido del compartimento esterno del labirinto)
FIG 17Normalità del riflesso stapediale in presenza di un quadro timpanometrico normale. L'ampiezza del riflesso diminuisce al decrescere dell'intensità dello stimolo acustico